Impressioni (uguali) sul Giappone

Tempio giapponese

Tempio giapponese

Ieri leggevo sul blog del Trio Medusa, il racconto di un ragazzo appena tornato dal suo viaggio in Giappone. E più lo leggevo, più mi rendevo conto che mi sembrava di leggere le mie stesse impressioni di quando sono stata in questo meraviglioso paese.

In modo particolare ci sono state delle impressioni raccontate da questo ragazzo che mi hanno colpita maggiormente, perché così simili alle stesse cose che ho provato io

Partiamo dalla prima, appena atterrati all’aereoporto di Tokyo:

In tanti dicono che il Giappone sia un altro mondo e in effetti lo è. Appena arrivati a Tokyo la prima cosa che ti colpisce è che tutto sia incredibilmente organizzato. Per capirci, quando siamo giunti al ritiro bagagli le nostre valigie non solo erano arrivate ma già fuori nastro e raggruppate per proprietario. Lì non puoi fare a meno di immaginare un giapponese a Fiumicino. “Ma ndo cazzo sto”?

A parte il francesismo, ricordo ancora che appena abbiamo messo piede in terra giapponese, siamo scesi dall’aereo e siamo arrivati al ritiro bagagli, le nostre valigie erano già tutte lì (a Fiumicino abbiamo dovuto attendere un’ora abbondante per riuscire a ritirarle!). Inoltre, purtroppo, la valigia di un nostro amico si era persa, ma sul tappeto ruotante c’era una gentile signorina giapponese dell’aereoporto con un cartello in mano col nome del nostro amico. In pratica gli voleva dire che la sua valigia era finita per errore a Zurigo (invece di arrivare a Tokyo) e che gliela avrebbero portata al nostro albergo il giorno dopo. E il giorno dopo è arrivata puntuale. Comunque la cosa più spettacolare era che sapevano perfettamente dove fosse e avevano già organizzato tutto per evitare disagi al nostro amico che al momento si ritrovava senza valigia.

Ma continuiamo…

Vai a prendere la metro e ti capita di beccare il Giapponese che sbrocca perchè il treno è in ritardo di due minuti. Due. Minuti. Arriva la metro e un tizio scende e si scusa con i passeggeri che salgono per il ritardo. Le differenze con l’Italia le capite da soli.

In due settimane che sono stata in Giappone, non mi è mai capitato di vedere un ritardo su metro o treni. Tutti sempre perfettamente in orario. E soprattutto passavano in continuazione. E poi la gente stava sempre in fila per salire sulla metro (c’è un apposito spazio dove mettersi in fila e le porte della metro si apriranno senza alcun dubbio proprio lì!). E tutti facevano scendere la gente dalla metro prima di salire… mica come qui che la gente si piazza davanti e non ti fa passare! E se perdi una metro, puoi anche metterti l’anima in pace prima che arrivi la prossima…

E ancora…

Comunque nella metro c’è un silenzio surreale, a far casino sono solo stranieri e qualche giapponese che si è “occidentalizzato”

Perfettamente d’accordo. Sulla metro quelli che facevamo più casino eravamo noi 7, in vacanza dall’Italia. I giapponesi erano tutti estremamente silenziosi per non disturbare. Anche qualcuno che parlava al cellulare, in pratica sussurrava e non si riusciva quasi nemmeno a sentirne la voce… uguale uguale a quello che capita sulle nostre metro.

E per finire…

Insomma, una meraviglia per gli occhi e per il cuore perchè i Giapponesi sono adorabili e accoglienti. Avete presente quando vai in alcune megalopoli e devi stare sempre all’erta perchè il pericolo si può nascondere ovunque? Ecco a Tokyio, 35 milioni di abitanti se si considera anche la big Tokyo, hai la sensazione di essere tu quel pericolo. Perché in Giappone, l’unico vero pericolo che c’è non sono gli spacciatori, i rapinatori, i truffatori.

I giapponesi sono tutti estremamente gentili e cercano di aiutarti in ogni modo, anche se non parliamo la stessa lingua. Una delle cose che mi ha più stupita è vedere le donne che girano sulla metro con la borsa aperta ed il portafoglio ben in vista (qui sparirebbe dopo un minuto!). Uno dei miei amici ha dimenticato lo zainetto in una cabina telefonica (zainetto con soldi e documenti). Se ne è ricordato dopo più di un’ora. E’ tornato alla cabina e lo zainetto era ancora lì. Un altro mio amico aveva dimenticato il portafoglio sull’autobus a Kyoto. Una giapponese che era sull’autobus se ne è accorta e l’ha rincorso per restituirglielo.

Tutte cose che dovrebbero essere la normalità, ma viste con gli occhi di un italiano ci stupiscono… questo ci dovrebbe far capire a cosa siamo abituati!

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