Viaggio in Giappone, il paese visto con gli occhi di un italiano – Parte 3

Giapponese

Giapponese

Nella nostra ultima cena a Tokyo insieme ad Alessandro, italiano trapiantato in Giappone, abbiamo parlato anche della lingua giapponese. Lui ha dovuto studiare il giapponese prima di potersi iscrivere all’università ed ora lo parla bene. Almeno a sentirlo, a noi sembra che lo parli molto bene. In pratica Alessandro ci ha spiegato che sa parlare in giapponese, ma non sa scriverlo o leggerlo allo stesso modo. Dice che per leggerlo e scriverlo decentemente bisogna conoscere almeno 2.000 kanji e lui ne conosce circa 400. A volte vede un kanji e ne conosce il significato, ma non sa pronunciarlo. Sul cellulare lui scrive in hirakana e poi c’è il convertitore automatico che trasforma la frase in kanji, ma un minimo bisogna conoscere il giapponese perché a volte una stessa parola si può scrivere con kanji diversi. Ormai lui è talmente abituato a parlare in giapponese o in inglese che sta quasi dimenticando l’italiano. A volte gli capita di pensare ad una cosa ma di non ricordare la parola italiana per esprimerla. Parlando sempre del giapponese, ci ha poi detto che la metà dei giappponesi ha difficoltà a leggere il giornale. Anche per loro è difficile districarsi tra mille e più kanji. Figuriamoci per un italiano… E quando studiava il giapponese c’erano alcuni cinesi che a volte correggevano l’insegnante, perché i loro kanji sono uguali, solo che si provinciano diversamente.



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